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venerdì 3 aprile 2009

I VAMPIRI ESISTONO?



La notizia è di quelle che fanno discutere: nel cimitero del Lazzaretto nuovo di Venezia, durante uno scavo archeologico per indagare sulle epidemie di peste che colpirono Venezia tra il 500 e il 600, è stato trovato lo scheletro di una vampira. O almeno di quella che all’epoca era ritenuta una vampira.
Matteo Borrini, l’archeologo dell’università di Firenze che ha fatto la scoperta ovviamente non crede ai vampiri e, a ben guardare, non aveva canini particolarmente lunghi. Allora perché dice che è una vampira? A causa del modo con il quale è stata eliminata. Dalla foto si vede, infatti, che ha un mattone in bocca che le ha spaccato denti e mascella. Uno scempio, secondo le analisi fatte da Borrrini utilizzando le metodologie rese famose da telefilm come CSI, Borrini è anche antropologo forense, praticato dopo la morte della donna. Un atto che serviva a uccidere un particolare tipo di vampiro: il nachzehrer ovvero il masticatore di sudari. Secondo le credenze popolari questi vampiri non si nutrivano di sangue ma “vivevano” nelle loro tombe masticando i loro sudari e sviluppandosi un poco alla volta fino a poter uscire dalla tomba come veri vampiri. E proprio il loro masticare il sudario era, secondo la tradizione all’origine delle epidemie di peste che, per esempio a Venezia fecero 50.000 morti su 150.000 abitanti. Per eliminarli accorreva imperdir loro di masticare e quindi una volta scoperti veniva loro riempita la bocca di terra o con un mattone. Ma come si capiva che in quella tomba c’era un nachzehrer? Innanzitutto la masticazione, produceva un rumore simile al grugnire che poteva essere sentito all’esterno del sepolcro e, in un secondo tempo, aprendo la bara ci si trovava davanti a corpi gonfi con il ventre colmo di sangue fresco e non decomposto o rigidi come i classici cadaveri. Tutto questo faceva immediatamente pensare al non morto delle tradizioni slave e quindi scattava l’esorcismo antivampiro.
Questo ritrovamento è il primo che ci pone difronte alle prove che la credenza dei vampiri e dei metodi per eliminarli era assai diffusa e soprattutto, che tale credenza, era dettata dalla “non conoscenza” dei processi di decomposizione dei cadaveri. Possiamo infatti immaginare lo spavento dei becchini che aprendo una tomba per seppellire il gran numero di morti causati dalla peste vedevano corpi gonfi e che, magari a causa di contrazioni post mortem si agitavano o emettevano rumori spettrali. Creature simili, nella mente di chi non conosceva nemmeno le ragioni di un’epidemia come quella della peste non potevano che essere demoni o vampiri.